Cantando nella luce

Per carità, è tutto molto bello: la musica potente, calda – un misto di gregoriano, Beethoven e Metallica – culla le orecchie e arriva dritta al cuore.
Anche le luci e i colori sono meravigliosi: sono convinto che mi ricorderebbero un cielo tropicale, se mai l’avessi visto. Continua a leggere

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il dono

Aldo Martinelli aveva un dono.
Fin dalla nascita la natura lo aveva fornito di una sensibilità acutissima con la quale percepiva i fatti ben prima che si realizzassero.
Sulla bontà di questa dote nessuno dei centoquaranticinque abitanti di Farantola nutriva alcun dubbio: tutti si erano rivolti al fortunato compaesano nei momenti di difficoltà e lui, fedele alla sua fama, dissipava le nebbie dell’incertezza con illuminanti vaticini. Continua a leggere

Breve guida zen alla manutenzione del figlio – 2

 

Grande Fede.
Grande Dubbio.
Grande Sforzo.
(Le tre qualità indispensabili all’addestramento)

Grande Fede.
Quando il figlio giura di essere pronto per la verifica di matematica, ma rifiuta con caparbietà ogni  esercizio preparatorio per non andare in confusione.

Grande Dubbio.
Quando il figlio assicura di essersi preparato all’interrogazione durante l’intervallo, a scuola.

Grande Sforzo.
Quando il genitore vede davanti a sé, luminosa come un faro e sicura più di un porto, la Via per l’illusoria Liberazione – una pedata nel culo – ma, riconoscendone l’inganno,  preferisce cimentarsi nel Celeste Autocontrollo, sorridendo dell’ictus in agguato.

Durante l’addestramento, il genitore può trovare grande forza e sicuro giovamento nella ripetizione del potente Mantra:
ogn epsal etoie ecul al otad oh itoi
(La valenza universale del Mantra permane anche se viene recitato al contrario).

Breve guida zen alla manutenzione del figlio – 1

Spiegare, senza usare le mani, che per avere la sufficienza in una materia non è consentito sommare i voti di 3 verifiche.

Far capire, in modo calmo e pacato, che se la professoressa assegna un tema dal titolo: ”Parla del tuo migliore amico” non è permesso cavarsela con un lapidario “Io non ho amici”.

Chiarire  che, se  anche non si dà il mangime ai pesci alle 03.50 AM, questi sopravvivono. E che al limite, se proprio muoiono di inedia, si può rieseguire la App.

Incoraggiarlo ad andare dal soggiorno alla cucina senza usare il navigatore del cellulare.

Spiegare che non si può restituire il cellulare solo perché a 130 chilometri da casa non aggancia la wireless domestica.

Informare che l’uso contemporaneo di telefono, televisione e Nintendo, in presenza dei genitori, può provocare lesioni al fondoschiena.