colori

Calda, la fronte è molto calda. Sulla fronte brillano gocce di sudore. Tutto il viso è imperlato di sudore. Nel giardino le foglie delle palme, mosse dal vento, giocano con la luce del sole d’agosto.
Gli occhi spalancati seguono i riflessi che la finestra proietta sul soffitto. “Luce liquida”  pensa, affascinato dai riverberi e dalle ombre sopra il suo letto, “la luce è liquida”.
Gira un poco la testa verso sinistra e guarda Marta, sua moglie, seduta sulla poltrona.
Sta scrivendo; con un’espressione corrucciata fissa il quadernetto che tiene sulle gambe e mordicchia la biro.
“Marta, quanto ti amo” pensa sorridendo.

Si erano conosciuti ad un reading organizzato dalla biblioteca del paese. Era un tiepido pomeriggio primaverile: lui aveva raggiunto a piedi il parco e si era appoggiato ad un albero, in disparte. Lei, in leggero ritardo, dopo aver scambiato qualche saluto frettoloso, si era seduta ad occhi bassi su una poltroncina di vimini ed aveva iniziato a leggere le sue poesie.
Ricorda la voce dolce, i capelli lucidi, neri che scendevano sulla fronte e lo sguardo limpido, disarmato.
“Devo concentrarmi”, si era detto, chiudendo gli occhi per lasciarsi trasportare dalle parole.
Nella sua mente ogni strofa diventava musica, luce che danzava disegnando contorni e plasmando figure.
Quella sera aveva scoperto il potere della poesia e si era innamorato. Da allora non si erano più lasciati.

Ora Marta si è interrotta, guarda l’orologio, socchiude il quaderno e accende l’abat-jour sul comodino. Per attenuare la luce appoggia un fazzoletto sul paralume. La camera da letto s’immerge nel blu. Lui si guarda le mani blu acciaio appoggiate sulla coperta blu notte, vede la sagoma della moglie tingersi di blu elettrico.
“Marta, raccontami i colori” bisbiglia.

Gli era sempre piaciuto questo gioco: si sedevano sul dondolo in giardino, lui chiudeva gli occhi, Marta gli appoggiava la testa sulle spalle e lo cullava con la musica delle sue parole.
Raccontava del verde umido dell’erba che digradava fino al marrone chiazzato di grigio del muretto; il nero plumbeo dell’ardesia del vialetto e il rosso ruggine del cancello; il bianco dell’intonaco delle case, il rosso porpora dei tetti e il blu cobalto del cielo.

Poi la malattia, come un sasso in una vetro, aveva frantumato la sua vita e martoriato il suo corpo.
In un anno il male lo aveva inchiodato in un letto. E adesso stava morendo.

Marta lo guarda, posa la biro sul comodino e gli accarezza la mano. Lui vede le lacrime scendere sul suo viso. Le sorride.
“Marta, raccontami i colori”.

* * *

Post per l’EDS Il blues del blu proposto da La Donna Camel.

In ottima compagnia:
Dario con Diavoli blu
singlemama con NY Blues e La linea blu
Lillina con Il blu dell’universo che non c’è e Morte nel blu
Pendolante con Il trattore
Leuconoe con Crossroad
Marco C. con Le ore scure (grigio, rosso e blu)
Hombre con I won’t let you down
Calikanto con Onde
Cielosopramilano con Fever
Melusina con Neon e Sostiene Teresa
La Donna Camèl con Diritto e rovescio e Diritto e rovescio 2, la vendetta
Cage of a common man con So long

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