Otto marzo

A te che ci credi
e a te che ci speri.

 

A te donna, madre, amante, figlia.

 

Altra metà del cielo,
seconda stella a destra,
bussola di giorno,
faro nelle notti.

 

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Di purea e di iniezioni

Sarà il cielo algido, sarà la neve. Oppure, sarà che nell’altra stanza mi aspetta un’iniezione, un triste piatto di purè e nient’altro. Il motivo non è importante: come dice il saggio “sarà, sarà quel che sarà”.
Comunque mi è venuto in mente uno sketch, invero un po’ datato. Lo condivido con gioia; ridere fa bene allo spirito e, sono sicuro, anche al fisico.

 

LiberaMente – Ci pensa il Boss

– Undicimilaquattrocentoottanta … numero undicimilaquattrocentoottanta?
– Sono io, arrivo.
– Prego, si accomodi, sarà ricevuto al più presto. Eccolo, arriva sua Eminenza.
– Buongiorno, dottor Boss!
– Prego, prego, non c’è bisogno che s’inginocchi, sono solo un misero pasticciere!
– No, no, lei è il Boss delle torte e io un  suo fedelissimo cliente.
– Dicami, dicami, cosa posso fare per lei?
– Guardi, avrei bisogno di una consulenza. Vorrei festeggiare un evento epocale: mia figlia…
– Su, non mi tenga  sulle spine che c’ho anche altra gente da deliziare.
– A mia figlia, di otto mesi, è spuntato il primo dentino e, sa, è padre anche lei, vorrei fare in modo che questa giornata speciale non passi sotto silenzio.
– Eh, ai miei tempi c’era la fatina dei denti che portava un soldino; ma allora c’era tanta povertà!
– Ha ragione, quanta povertà! Comunque io vorrei qualcosa di  importante per festeggiare l’evento.
– Giusto, giustissimo.
– Mia figlia è molto attaccata alla sua copertina, se la porta ovunque.
– Ah, ho capito, volete un dolce a forma di coperta … con un lettino, un materasso … e un tavolino … sì, sì, bello …
– No, no, mi scusi, è che sulla coperta c’è ricamato il sistema solare e … beh, insomma, lo so che è difficile, ma vorrei che mi realizzasse un modellino commestibile, in miniatura, con tutti i pianeti, i satelliti e in mezzo il sole, decorato con il visino della mia bimba sorridente.
– Non c’è problema, le farò un modellino in scala perfetta; ecco sì, in scala perfetta: uno a quarantotto.
– Uno a quarantotto? Mi sembra un po’ grossino; non ci sta sul tavolo…
– Certo che no, sarebbe troppo banale per il Boss delle torte; lo depositeremo in strada, così festeggerà insieme a tutta la città.
– La città e qualche paese vicino, così a occhio.
– Non si preoccupi! Il Boss sono io!
– Va bene, scusi, se lo dice lei …
– Sì, sì, sarà bellissimo, voi andate a casa e accendete …
– Il forno?
– No, un mutuo di duecentosettantacinquemiliardi di dollari.
– Pensavo di più, corro a casa e faccio tutto.
– Sì, sì, vada, il tempo a sua disposizione è terminato.

Sarà bellissimo! Il sole, con la faccia della bambina e il suo dentino  … con tutti i raggi, e i pianeti … la Terra, la Luna, e tutti gli asteroidi…
Mauro, corri, conta un po’ gli asteroidi, dimmi quanti sono! 

E un paio di comete … con la coda in cioccolato plastico …

LiberaMente – Il destino di un comico

– Bella zzio!
– Ciao…
– Dai, oh, facce ride!
– Eh, scusa, ma oggi non è giornata…
– Ma dai, su, co’ ‘sto sole se sta ‘na canna.
– Mi è morta la nonna.
– E vabbè la nonna, capirai! Sarà stata anziana; su dai facce ride!
– Mia moglie se n’è andata.
– E quanno?
– Ieri sera.

– E allora, nun te senti libbero? E poi cor carattere che c’hai te lo dovevi aspettà.
– No, se n’è andata nel senso che è morta pure lei.
– Me cojoini,  pure lei. Ma che c’avete in casa, ‘na fuga de gasse? N’epidemia de colera? E allora, ‘sta battuta?
– Ascolta, guarda, porta pazienza, sono un po’ scosso.
– Ottimo, da scosso le fregnacce escono mejo. Dai su spara.
– Ok, senti questa. Mi telefona un amico e mi dice: 

   – Vuoi sapere la sfortuna?
   – Dai dimmi.
   – Sai , ieri sera è morta mia moglie, così, improvvisamente.
   – Urca, mi spiace. Tantissime condoglianze.
   – Grazie. E poi, come se non bastasse, mi è morta anche la nonna.
   – Azz … scusa ma non so che dire, non c’è proprio limite alla sfortuna.
   – Guarda, non dirmelo, una sfortuna pazzesca.
   – E tua suocera, come sta?
   – Ah, quella benissimo. Pensa, gli ho dato lo stesso intruglio che avevo provato sulle altre due, ma niente, come se avesse bevuto l’acqua.

– Aò, bella questa. Vedi che nun è difficile, basta la volontà!
– Già, hai ragione, adesso però vedi de annattene a morì ammazzato!
– Ahahah! Sei simpatico, s’arippìzicamo.

LiberaMente – Cerco un Centro

Sono andato al centro D … no, per evitare guai, userò un nome di fantasia, in modo che non sia riconoscibile: sono andato, dicevo, al centro Pianetics.
Salgo le scale, entro e:
– Permesso? Buongiorno!
– Oh, serena giornata a lei. Mi dica, in cosa posso esserle utile?
– Guardi, non mi sento a posto.
– Non si preoccupi, qui la aiuteremo a ristabilire il suo equilibrio. Mi segua. A proposito io sarò il suo tutor.
– No, mi scusi, allora ho sbagliato centro, non mi serve il CEPU.
– Ma no, è nel posto giusto, venga, si sieda. Ecco, è comodo? Sì? Benissimo. Innanzi tutto, il suo non sentirsi a posto potrebbe essere definito malessere esistenziale?
– No.
– Rifaccio la domanda: il suo non sentirsi a posto potrebbe essere definito malessere esistenziale?
– No.
– Rifaccio la domand …
– Sì, adesso che ci penso, posso anche definirlo malessere esistenziale.
– Bene, siamo già a buon punto. Adesso, per favore, mi può spiegare cosa intende con malessere esistenziale?
– Uhm, guardi signor tutor … ha presente un malessere? Ecco, lo immagini esistenziale.
– Ho capito perfettamente, grazie. E mi dica, ha un’idea, anche vaga, della causa del suo malessere?
– No. Aspetti un attimo, non penso sia attinente, però ieri …
– Dica dica, tutto è attinente.
–  Ieri sera ho mangiato una pizza scaduta da tre anni.
– E perché l’ha mangiata, se era scaduta?
– Beh, perché a parte l’odore, il colore, il sapore, la consistenza e la muffa, sembrava buona.
– Capisco… vediamo di approfondire un po’. Entriamo nel problema.
– Nella pizza?
– No, la pizza è un falso problema. Ora la guiderò in un viaggio all’interno di se stesso.
– Mi scusi, ma lei da dove entra?
– Ma no, è un viaggio spirituale. Coraggio, faccia tre bei respiri.
– … … …
– Si rilassi, altri tre bei respiri.
– … … …
– Bene, adesso dovremmo essere entrati nel suo io profondo; si concentri e mi dica cosa vede.
– Nel mio me profondo vedo, vedo… pizza scaduta inchiodata sullo stomaco.
– No, no, guardi oltre la pizza, torni alla sua infanzia.
– Ah sì, ora vedo un grosso dolore, non posso avvicinarmi, fa male! Troppo male!!!
– Non si preoccupi, sono con lei.
– Sì, vedo mia madre, la sento che dice: ”Non prendere freddo”. E poi c’è un’altra presenza inquietante, vicino.
– Non si preoccupi, sono io.
– Chi, mia madre? Mia madre è lei??
– No, io sono l’altra presenza. Comunque mi è tutto chiaro: questo conflitto con la figura genitoriale non è ancora stato elaborato ed è la causa del suo malessere! Se ne ricordi e vedrà che incomincerà lentamente a migliorare. La seduta è finita, cinquecento euro, grazie.
– Grazie a lei, grazie al Centro e grazie al …
– Come?
– No niente, arrivederci.