Alla fine della fiera

Signore e Signori, il gioco che vi ha appassionato e tolto il sonno è terminato.
Ringrazio tutti i gentili concorrenti, che hanno speso ore ed ore alla ricerca della soluzione.
Alcuni hanno avuto l’ispirazione, altri no. Ma poco importa, ci siamo divertiti tutti, e parecchio.


Mi compiaccio nel notare che, tra i vincitori, le quote rosa sono state rispettate: un bel 50% degli Eletti sono Donne.

Ed ora, bandando le ciance (autocit.), eccovi  la soluzione, che, come tutte le soluzioni, una volta spiegata risulta banale.
 
Raga, nel post in questione ci sono parole nascoste. Quale miglior modo di nascondere frasi in una pagina, se non quello di scriverle, con il colore bianco, negli spazi vuoti?
Sì, occhei, qui c’eravate arrivati tutti. Ma come leggerle?
Beh, non potendo cambiare colore al testo, l’unico modo è evidenziarlo, con una bella “selezione”.
Per evitarvi altro lavoro ho evidenziato il testo nascosto. (fidatevi, c’è sempre stato, ab origine)

I vincitori riceveranno, a breve, un kit  da “Perfetto Sherlock” composto da:

  • Lente con ottica Zeiss 25.000x e  manico in avorio, autografata da me. La firma è sulla lente, direzione nord-sud (dedicated to Hombre)
  • Pipa in radica.
  • Deerstalker eTrench Inversess con mantellina
  • Nomina ufficiale a “Pari d’Inghilterra” e titolo nobiliare di “sir”, valido solo in Italia.

Ancora grazie a tutti, vi stimo

(…To be continued…)

Di giochi e di citazioni

Càpita che la pagina non ancora scritta mi affascini e il bianco – o meglio, il vuoto – risucchi, come un vortice, la mia attenzione.
 

Càpita che mi soffermi a lungo nel “cerchio deserto della mia lampada / sul vuoto foglio difeso dal suo candore” (S. Mallarmé).
 

Poi, càpita che si interrompa il flusso di sensazioni decadenti, e sorrida. “L’essenziale è invisibile agli occhi” (A. De Saint Exupery), mi dico. 

E può succedere che mi venga “un’idea meravigliosa”(C.Ragazzi).

E può succedere che nel bianco della pagina mascheri parole o intere frasi.

E’ già successo, nel post precedente. Buon divertimento.

Profailer – L’atto finale

– Capo, ci siamo. Il Soggetto Ignoto è in quello stabile.
– Quel teatro lì davanti?
– Sì.
– Ho paura a chiedertelo John, ma posso sapere come hai fatto a beccarlo?

– Certo. Ti ricordi quando ho tracciato il profilo?
– Cinese, 35 anni, vegetariano, a cui mancavano due bottoni e con una passione smodata per la neve: quel profilo?
– Sì esatto. Bene, ho fatto pubblicare sul quotidiano locale la pubblicità, a tutta pagina, del primo reality show per cinesi trentacinquenni e senza bottoni. Ho scritto che i provini si sarebbero tenuti oggi a quell’indirizzo. Il premio è una settimana bianca gratuita per i prossimi 30 anni.
– Giusto per sapere: in quanti hanno risposto all’annuncio?
– 1.322 cinesi, Capo, e sono là, nel teatro.

– E cosa facciamo? Un provino-interrogatorio?
– No, li arrestiamo tutti.
– Hai intenzione di chiudere il caso dell’omicidio al parco con 1.322 colpevoli?
– Capo, a volte ho l’impressione che non ti fidi di me. Non 1.322. Ricordi i caratteri del profilo? Doveva essere fumatore e vegetariano. Tutti hanno compilato una scheda e solo 943 hanno dichiarato di essere fumatori e vegetariani.
– Non fa una piega. Però John devo dirti una cosa importante.
– Dimmi Capo, sono tutt’orecchi.
– John, tu sei solo orecchi. Comunque ti ricordi quando mi avevi detto di pensare un colore e un numero?
– Certo, avevi pensato il numero 35 e il colore giallo.
– Ti ho mentito.
– Come? Ma allora devo rifare tutto il profilo!
– Sei tu l’esperto, John. E adesso come ne usciamo? Che ne facciamo di questi qui?
– Capo, secondo me annullare un reality li farebbe imbestialire. E poi ho già prenotato 18 celle nel carcere di massima sicurezza.
– 18 celle per 943 persone?
– Massì, ci stanno. Ricordati che sono convinti di partecipare a un reality show.
– Non ho parole.
– Fidati di me, Capo. Intanto, portiamoli lì. Poi la tiriamo per le lunghe, tra televoti, ripescaggi e colpi di scena. Nel frattempo rifaccio il profilo. A proposito, che numero e che colore avevi pensato, realmente?

Profailer

– Dove stiamo andando, John?
– Nel parco. Hanno trovato un cadavere, forse morto. Presenta evidenti segni di violenza. Gli mancano sia gli occhi che il naso.
– Tremendo, ma dove andremo a finire?
– Non mi chiamo Tremendo, capo, sono John. E stiamo andando a finire nel parco.
– Sarai anche John, ma soprattutto sei scemo.
– Sono il profiler migliore sulla piazza!
– Doveva essere una piazza deserta. Ah, ecco la vittima. Ma che gli hanno fatto?
– Capo, non guardare che t’impressioni! Ha due bottoni al posto degli occhi e una carota in mezzo alla faccia.
– Tipo pupazzo di neve?
– Sì. 
– Che schifo. Ma perché accanirsi su un cadavere?
– Capo, non abbiamo prove sufficienti per affermare che non fosse già così, da vivo.
– Con la carota e i bottoni?
– Per esserne certi, dobbiamo aspettare i medici legali.
– Sei sicuro di essere il migliore, vero? Comunque, hai già pronto un profilo?
– Mi mancano un paio di riscontri. Capo, per favore, pensa un numero tra 1 e 100 e un colore. Fatto?
– Sì.
– Hai pensato 50 e blu?
– No, ho pensato 35 e giallo.
– Ah, ok. Ora posso concludere il profilo del S.I. Dobbiamo cercare un cinese, di 35 anni, vegetariano, a cui mancano due bottoni e con una passione smodata per la neve. Il nome dovrebbe essere Dunlop.
– Anche il nome? Ma come fai?
– Semplice. Primo: al S.I. è caduto l’accendino e questo denota che ci troviamo di fronte a una personalità  spirometrica, ipocalorica, distratta e fumatrice. Secondo: l’S.I., sopra l’accendino, ha fatto incidere il suo nome: “Dunlop”.
– Sei un demente, John. Quella è la marca. E poi, come fai a dire che l’accendino è del S.I. e non della vittima?

– Con tutto il rispetto, capo: se un tizio, con una carota in mezzo alla faccia, si mettesse a fumare, non passerebbe certo inosservato. Lo avremmo già visto in qualche talk-show.

(to be – or not – continued)

A Mario

Stanotte ho fatto un sogno invero strano, ohibò (dopo l’invero, bisogna sempre usare ohibò – MM non divagare!).


Mi trovavo a un concerto di Claudio Villa. Sul più bello il Reuccio attacca con un suo cavallo di battaglia: la celeberrima Binario.
Solo che il testo era diverso. E anche il titolo. 

La canzone faceva pressapoco così:

Bancario

Vecchio professore
che serio te ne stai
dimmi come mai
non vedi che il mio sogno
fugge via lontano
e lo inseguo invano
Ferma tu quel PIL
che muoio di dolore
fallo per favore
fa ch’io possa rivedere il sol.

Bancario triste e solitario
tu che portasti via
colla scusa della crisi
la giovinezza mia.
Odo ancora lo stringer della cinghia
ora vedo allontanarsi il sogno
della pension
che se ne va.
Bancario
freddo ragioniere della vita
per noi è finita.

Odo ancora lo stringer della cinghia
ora vedo allontanarsi il sogno
della pension
che se ne va.
Bancario
freddo ragioniere della vita
per noi è finita.


Bancario bancario bancario.

Sarà stata la musica, sicuramente la voce di Claudio, ma a me è piaciuta.