Non è mai troppo presto

Oggi sono contento.
Perchè? mah, in sostanza perchè sono vivo e cerco di godermi ogni istante che passa.
Quando sono in questo stato d’animo magico, il mio buon cuore trabocca di ringraziamenti verso tutti quelli che, volenti, nolenti o inconsapevoli, hanno collaborato a farmi vivere questi sentimenti. Anche voi, quindi, cari amici di penna.

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The Winner is …

The Versatile Blogger Award

Raga, ho vinto un premio! Un Award per molti, ma non per tutti. 
E’ già il secondo che vinco quest’anno: il primo era quello riservato ai blog che si chiamano MaiMaturo: quivi arrivai uno.
Ci sono regole ferree da seguire e io, appunto perché regole e soprattutto in quanto ferree non le seguirò.


La regola 1, ad esempio, recita: Nominare, ringraziare e linkare chi ti ha “consegnato” il premio
Ma chi sono io per ringraziare La donna Camèl che, con grande lungimiranza e incoraggiata da un cospicuo versamento, mi ritenne degno di cotanto virtuale splendore? 

Chi sono io per nominare, anche solo sottovoce, la donna che sussurrava alle nutrie e che cavalcava i cammelli?
Grazie mille La Donna Camèl , mia musa ispiratrice! :*
La regola 2: Dire 7 cose, fatti e notizie su se stessi
Qui vado a nozze. Aspettavo da anni che mi facessero questa domanda. Già alle elementari anelavoci.
E poi il 7 è il mio numero: sono nato il 7, sono il primo di 7, ho abitato per 7 anni al numero civico 7. Inoltre ho fatto parte di 7 sette e ho fatto 7 al superenalotto. Il 7/7/77 ho inciso, su 777 muri, “viva il 7/7/77”, con una punta del 7.
Comunque, bandando le ciance, ecco la lista di alcune cose che mi piacciono:
1-la gioia di vivere di mio figlio, contagiosa come la varicella
2-il cielo stellato in montagna che mi fa sentire parte minuscola di un miracolo – minuscola ma neanche tanto
3-le affinità elettive e le corrispondenze d’amorosi sensi – più la seconda
4-le debolezze e i difetti delle persone cui voglio bene
5-il disordine vitale di casa mia
6-I piccoli e grandi affetti che mi scaldano il cuore, come la grappa
7-credere alle favole e alla magia, a Santa Lucia e a Babbo Natale

7-i bambini piccoli, medi, grandi, grandissimi – di più le bambine grandi
7-le lasagne col ragù e
il cotechino con le lenticchie
7-il mestiere dell’astronauta –  più che altro per far colpo
7-le luminarie di Natale e i fuochi d’artificio
7-l’uovo oggi e la gallina domani – e dopodomani gnocchi
7-il mare su una barca –  cioè IO sulla barca, nel mare
7-la montagna in inverno ma da dentro un rifugio
7-Le scarpe grosse e il cervello fino – anche le scarpe fini, però
 

La regola 3: Girare a mia volta l’award a 15 blog che si ritengono interessanti e che si seguono e fargli sapere che hanno vinto
Ecco i miei nominati (in ordine alfabetico, però shakerato giacchè anche la parola ordine mi urta):

Glistupidipensieri
In the mood for writing
Quotidiano imperfetto
singlemama
PurtroPPo
Emotion recollected in tranquillity
Nati per delinquere
Alcuni aneddoti dal mio futuro
MatteoGrimaldi.com

Violamelanzana: last bat not list, fine umorista 😉

 

Questi altri amici, che leggo con grande piacere, sono già stati nominati, in altri lidi; li elenco quindi come vincitori senza portafoglio.
ora qui
poco mossi gli altri mari
la linea d’hombre
sotto l’elmo di kisciotte
radio free mouth
Orsa BIpolare 
Effetti collaterali 

E tutti gli altri amici di penna, che non nomino altrimenti priverei quelli che propagheranno il premio dopo di me, di candidati. Sarebbero costretti a rinominare me, e io loro, e loro me, e io …(ad esaurimentum)

Pensieri sulla crisi

Promuovo al rango di post un componimento in rima, che ho scritto in seguito ad una gentile richiesta.

La crisi
E’ un dovere
asciugare
tra tante lacrime
solo quelle vere

E’ ispirato al testo “L’arte perversa del piagnisteo”(qui il link) di Giancarlo Livraghi (qui il sito), di cui riporto un frammento:

<…> Se erano false e bugiarde le promesse di “tutto va bene” in cui siamo stati cullati per troppi anni sono altrettanto ingannevoli le elucubrazioni sulla “crisi”. Che c’è davvero, ma non è come la cultura dominante la descrive, né come appare nella ripetitiva e disorientante confusione dei mass media.
L’incessante, ossessiva ripetizione crisi-crisi-crisi-crisi non produce solo una patologica depressione, ma anche altre devianti complessità. Proteste legittime ma confuse, che furoreggiano per poi esaurirsi senza aver prodotto alcun risultato. Egoismi in cui ci si rifugia per tentare di sottrarsi alla tempesta, dimenticando la fondamentale necessità di solidarietà sociale. Assuefazioni, perché anche senza volerlo ci si “abitua” al peggio e si rischia di accettare l’inaccettabile.
A tutto questo si aggiungono le manipolazioni del piagnisteo. “Sai, c’è la crisi” è una scusa ricorrente per pagare poco e male, sfruttare, licenziare, mortificare, approfittare del disagio altrui per trarne vantaggio.
I privilegiati si accodano al disagio generale per fingersi sofferenti. Corrotti e corruttori, violenti e criminali, egoisti e sfruttatori, si sentono “giustificati” dalla generale percezione di dover “sopravvivere al disastro”. Imperversa lo scaricabarile. Qualunque sia il problema, la colpa è di “qualcun altro”. Accade così negli scenari, nazionali e internazionali, della politica e dell’economia, come in tante piccole vicende di meschini egoismi.
Insomma siamo in preda a un’acuta, pandemica manifestazione di quel prepotente mostro distruttivo che è sempre stato il potere della stupidità.
Sarebbe sbagliato affermare o credere che sia “tutto così”. Se non siamo definitivamente sprofondati nella catastrofe è perché tanti continuano a fare ciò che serve, a capire i valori della solidarietà, a impegnarsi per risolvere i problemi invece di cercare scappatoie.
Consapevoli, certo, della “crisi” – non nella mitologia delle apparenze, ma nella sua preoccupante realtà. Ma non per questo “demotivati” nel guardare oltre la paura e scoprire le possibilità di fare, concretamente, qualcosa di utile, responsabile, costruttivo, solidale. In una parola, umano.
Essere addolorati per chi, davvero, soffre è penosamente necessario. Nell’ansia di egoistica paura, non si sta facendo con sufficiente attenzione, né ampiezza di prospettiva. Ma, anche quando è giusto, piangere non basta. Occorre agire e reagire, ognuno nell’ambito delle sue capacità e possibilità (anche sorvegliando con occhio critico l’imperversante stupidità del potere).
Comunque, un passo necessario per essere meno confusi è togliere di mezzo la sterile perversità di troppi manieristici e ipocriti piagnistei.

Balla balla ballerino

Stamani, verso le 9, qui in val padana c’è stata un discreta botta.
L’epicentro è stato localizzato sotto Brescello, noto ai più come paese natale di don Camillo e Peppone.
La scossa è stata avvertita, inizialmente, in vari distretti corporei: stomaco (48%) culo (44%) lobi auricolari (8% – solo da persone dotate di orecchini con pendenti significativi).
Subito dopo hanno tremato gli immobili e i mobili. Sembra senza danno a persone o cose.
Ha sobbalzato tutto il nord italia, isole comprese.
Molte scuole sono state evacuate, a seguito di pressanti richieste degli studenti.
E’ da registrare un’improvvisa impennata nel consumo di tisane e alcoolici.

Qui MaiMaturo a voi studio

FB or not FB?

Il mio rapporto con Facebook, iniziato nel 2008, si può riassumere in due frasi:”Basta il pensiero” e “Poca brigata, vita beata.”

Un paio di giorni fa mi sono collegato al profilo per fare il punto della situazione: l’ultimo intervento attivo è una risposta a un messaggio di auguri datato ottobre 2010, seguito a ruota da un’adesione a un gruppo (novembre 2010) e da una segnalazione apparsa a mia insaputa sulla bacheca, risalente a metà ottobre 2011.
Da allora più nulla. 

Il numero degli amici era fermo a diciotto, anche se, in effetti, sarebbero diciassette, perché uno si è iscritto due volte con stesso nome, stesso credo religioso e politico, stesso tutto, tranne la foto del profilo. Tra l’altro sono tutti della mia città e sono persone che vedo regolarmente, per cui non utilizziamo FB per comunicare.
All’inizio, preso dalla smania di utilizzare il nuovo giocattolo avevo contattato un mio amico, con la chat, e avevo cercato di intavolare una discussione, di quelle profonde. Alla domanda “Come va?” mi rispose “Lo sai”. In effetti, c’eravamo visti quattro ore prima.


Come per magia, in questi ultimi giorni l’ambiente si è animato: ho tre nuovi amici. Sorpassare il muro dei 20 mi ha fatto sentire molto famoso.

Tra le new entry c’è una quasi-parente che non sento da circa sei lustri.
Dopo anni di silenzio abbiamo intavolato un dibattito. A dire la verità è stata lei a contattarmi; io ho un elevatissimo attrito di spunto, soprattutto nei rapporti interpersonali
– Ciao MM, come va? E’ una vita che non ci si vede? Io ho una figlia e tu?
– Ma che sorpresona! Ciao TB, io ho un figlio.
– E quanti anni ha?
La mia undici, è in prima media. A proposito perché non metti una tua foto?
– Il mio ha quasi tredici anni.
Fine del dibattito. 

Personalmente per i prossimi dieci/quindici anni potrei anche essere a posto. Ho fatto il pieno d’informazioni e ho la digestione lenta.
Non penso di esaudire la sua curiosità riguardo alle foto. Non ne ho neppure una su FB, se si esclude quella del profilo, che peraltro non ritrae me, ma un cruscotto di aliante. E poi sono convinto che sia meglio non guastarle il ricordo: trent’anni di vita spericolata qualche segno l’hanno lasciato.
Non so, forse mi sfugge il significato intimo di FB. Oppure sono un asociale, un orso che fatica ad andare oltre il “ciao”.
Certo che questa botta di vita – 3 amici in tre giorni – mi ha ringalluzzito e, finché l’entusiasmo regge, FB sarà la mia home page.