Profailer – L’atto finale

– Capo, ci siamo. Il Soggetto Ignoto è in quello stabile.
– Quel teatro lì davanti?
– Sì.
– Ho paura a chiedertelo John, ma posso sapere come hai fatto a beccarlo?

– Certo. Ti ricordi quando ho tracciato il profilo?
– Cinese, 35 anni, vegetariano, a cui mancavano due bottoni e con una passione smodata per la neve: quel profilo?
– Sì esatto. Bene, ho fatto pubblicare sul quotidiano locale la pubblicità, a tutta pagina, del primo reality show per cinesi trentacinquenni e senza bottoni. Ho scritto che i provini si sarebbero tenuti oggi a quell’indirizzo. Il premio è una settimana bianca gratuita per i prossimi 30 anni.
– Giusto per sapere: in quanti hanno risposto all’annuncio?
– 1.322 cinesi, Capo, e sono là, nel teatro.

– E cosa facciamo? Un provino-interrogatorio?
– No, li arrestiamo tutti.
– Hai intenzione di chiudere il caso dell’omicidio al parco con 1.322 colpevoli?
– Capo, a volte ho l’impressione che non ti fidi di me. Non 1.322. Ricordi i caratteri del profilo? Doveva essere fumatore e vegetariano. Tutti hanno compilato una scheda e solo 943 hanno dichiarato di essere fumatori e vegetariani.
– Non fa una piega. Però John devo dirti una cosa importante.
– Dimmi Capo, sono tutt’orecchi.
– John, tu sei solo orecchi. Comunque ti ricordi quando mi avevi detto di pensare un colore e un numero?
– Certo, avevi pensato il numero 35 e il colore giallo.
– Ti ho mentito.
– Come? Ma allora devo rifare tutto il profilo!
– Sei tu l’esperto, John. E adesso come ne usciamo? Che ne facciamo di questi qui?
– Capo, secondo me annullare un reality li farebbe imbestialire. E poi ho già prenotato 18 celle nel carcere di massima sicurezza.
– 18 celle per 943 persone?
– Massì, ci stanno. Ricordati che sono convinti di partecipare a un reality show.
– Non ho parole.
– Fidati di me, Capo. Intanto, portiamoli lì. Poi la tiriamo per le lunghe, tra televoti, ripescaggi e colpi di scena. Nel frattempo rifaccio il profilo. A proposito, che numero e che colore avevi pensato, realmente?

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Profailer

– Dove stiamo andando, John?
– Nel parco. Hanno trovato un cadavere, forse morto. Presenta evidenti segni di violenza. Gli mancano sia gli occhi che il naso.
– Tremendo, ma dove andremo a finire?
– Non mi chiamo Tremendo, capo, sono John. E stiamo andando a finire nel parco.
– Sarai anche John, ma soprattutto sei scemo.
– Sono il profiler migliore sulla piazza!
– Doveva essere una piazza deserta. Ah, ecco la vittima. Ma che gli hanno fatto?
– Capo, non guardare che t’impressioni! Ha due bottoni al posto degli occhi e una carota in mezzo alla faccia.
– Tipo pupazzo di neve?
– Sì. 
– Che schifo. Ma perché accanirsi su un cadavere?
– Capo, non abbiamo prove sufficienti per affermare che non fosse già così, da vivo.
– Con la carota e i bottoni?
– Per esserne certi, dobbiamo aspettare i medici legali.
– Sei sicuro di essere il migliore, vero? Comunque, hai già pronto un profilo?
– Mi mancano un paio di riscontri. Capo, per favore, pensa un numero tra 1 e 100 e un colore. Fatto?
– Sì.
– Hai pensato 50 e blu?
– No, ho pensato 35 e giallo.
– Ah, ok. Ora posso concludere il profilo del S.I. Dobbiamo cercare un cinese, di 35 anni, vegetariano, a cui mancano due bottoni e con una passione smodata per la neve. Il nome dovrebbe essere Dunlop.
– Anche il nome? Ma come fai?
– Semplice. Primo: al S.I. è caduto l’accendino e questo denota che ci troviamo di fronte a una personalità  spirometrica, ipocalorica, distratta e fumatrice. Secondo: l’S.I., sopra l’accendino, ha fatto incidere il suo nome: “Dunlop”.
– Sei un demente, John. Quella è la marca. E poi, come fai a dire che l’accendino è del S.I. e non della vittima?

– Con tutto il rispetto, capo: se un tizio, con una carota in mezzo alla faccia, si mettesse a fumare, non passerebbe certo inosservato. Lo avremmo già visto in qualche talk-show.

(to be – or not – continued)